Quando eseguo un graffito con le bombolette spray, sono condizionato dallo strumento che adopero: la pressione del gas costringe ad eseguire movimenti rapidi, l'ingombro dello spray nella mano e la velocità con cui esce la vernice, condizionano tutti i muscoli del corpo; sono portato ad occupare una superficie ampia per ottenere un disegno leggibile.
La bravura di un writer si riconosce nella capacità di padronanza di quest'unico strumento senza usare altri mezzi, per fare linee diritte o dettagli, non sono ammesse righe, mascherine o altri strumenti.
Per questi motivi, i graffiti, spesso assomigliano a "grossi fumetti", gli oggetti distorti e sproporzionati, seguono più delle curvature imposte dalle braccia dei pittori che dalle regole di disegno.
Quando dipingo su una tela tendo a comportarmi nello stesso modo, anche se lavoro su proporzioni minori e con la lentezza dei pennelli, voglio proporre la stessa sensazione precaria dei graffiti, viceversa, quando eseguo un graffito, cerco di impormi regole pittoriche e dare la sensazione delle "pennellate"; cerco di uniformare il mio stile tra due regole differenti.
I paesaggi richiedono regole di prospettive esatte, improponibili in un graffito se non d'enormi dimensioni, in un certo senso anche su una tela si ha dei limiti se non c'è un soggetto preciso come nel caso dei miei lavori.I miei paesaggi non hanno un soggetto definito, cercano d'essere credibili ma non pretendono d'essere reali. Sono scorci d'ambienti quasi casuali, non sono mete d'arrivo ma luoghi di passaggio, senza un preciso soggetto narrante.
La vista "a volo d'uccello" predominante nelle opere, punto di vista inconsueto, differente dalla quotidianità della visione orizzontale, accentua la sensazione di disagio e diminuisce la stabilità del paesaggio. È una vista onirica, di caduta, d'immaterialità dello spettatore rispetto all'ambiente: luoghi sorvolati di passaggio.
Non cerco una prospettiva reale perché darebbe l'idea di "sorvolo", prediligo un idea deformante, in cui l'occhio di chi osserva cerca il punto di riferimento, il soggetto, senza trovarlo.